Gray Hat SEO

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La Gray Hat SEO si riferisce a tattiche di ottimizzazione per i motori di ricerca che si collocano tra le pratiche etiche white hat e quelle non etiche black hat, sfruttando le falle degli algoritmi senza violare esplicitamente le linee guida dei motori di ricerca. Queste tecniche comportano un rischio moderato di penalizzazioni e sono spesso considerate eticamente ambigue dalla comunità SEO.

Definizione di Gray Hat SEO

Gray Hat SEO si riferisce a tattiche di ottimizzazione per i motori di ricerca che occupano la zona grigia tra le pratiche white hat (etiche) e black hat (non etiche). Queste tecniche sfruttano le falle degli algoritmi e le aree poco chiare delle linee guida dei motori di ricerca senza violare esplicitamente le regole dichiarate. La gray hat SEO non è né chiaramente approvata né esplicitamente vietata da motori di ricerca come Google, Bing o Perplexity, risultando quindi intrinsecamente rischiosa e oggetto di discussioni etiche. Il termine è emerso quando il settore SEO ha riconosciuto che molte tattiche efficaci non rientrano perfettamente nelle categorie puramente etiche o puramente malevoli. Comprendere la gray hat SEO è essenziale per digital marketer, strategist di contenuto e brand manager che devono navigare in mercati competitivi mantenendo la credibilità a lungo termine ed evitando penalità.

Contesto Storico ed Evoluzione della Gray Hat SEO

Il concetto di gray hat SEO si è evoluto parallelamente alla maturazione degli algoritmi dei motori di ricerca e alla crescente sofisticazione dei professionisti SEO. Nei primi anni 2000, quando i motori di ricerca erano meno avanzati, molte tattiche poi classificate come gray hat erano comuni e relativamente inosservate. Con il rilascio da parte di Google di importanti aggiornamenti come Penguin (contro gli schemi di link) e Panda (contro i contenuti di bassa qualità), il settore SEO ha iniziato a classificare le tattiche in modo più esplicito. La gray hat SEO è emersa quando i professionisti hanno cercato metodi capaci di offrire vantaggi competitivi senza oltrepassare i confini chiaramente vietati. L’ascesa di motori di ricerca guidati dall’AI come ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews ha aggiunto nuove dimensioni alla gray hat SEO, poiché queste piattaforme valutano la qualità dei contenuti e l’autorità dei domini in modo diverso rispetto ai motori di ricerca tradizionali. Oggi, circa il 44% dei webmaster utilizza in qualche forma la gray hat SEO, a testimonianza sia della pressione competitiva nel marketing digitale sia della crescente consapevolezza dei rischi. L’evoluzione delle tattiche gray hat continua mentre i motori di ricerca affinano le loro capacità di rilevamento e nuove piattaforme emergono nel panorama della ricerca AI.

Gray Hat SEO vs. White Hat e Black Hat: Analisi Comparativa

AspettoWhite Hat SEOGray Hat SEOBlack Hat SEO
Conformità alle Linee GuidaPienamente conforme alle linee guida dei motori di ricercaOpera in aree ambigue; non esplicitamente vietataViola direttamente le linee guida dei motori di ricerca
Focus PrimarioEsperienza utente e qualità dei contenutiSfruttamento delle falle degli algoritmiManipolazione dei ranking tramite inganno
Tattiche ComuniContenuti di qualità, link naturali, ottimizzazione on-pageDomini scaduti, PBN, content spinning, cloakingKeyword stuffing, testo nascosto, link farm, doorway pages
Livello di RischioMinimo; rischio di penalità molto bassoModerato-alto; possibili penalizzazioni future da aggiornamenti algoritmiciGrave; penalità immediate e possibile deindicizzazione
Tempo per i RisultatiPiù lento (3-6+ mesi per progressi significativi)Moderato (1-3 mesi per miglioramenti evidenti)Rapido (settimane o mesi, ma insostenibile)
Sostenibilità a Lungo TermineAltamente sostenibile; costruisce autorità duraturaIncerta; dipende dall’evoluzione degli algoritmiInsostenibile; penalità inevitabili
Impatto sulla ReputazioneCostruisce credibilità e fiducia nel brandPotenziale danno reputazionale se scopertoDanno reputazionale grave e perdita di fiducia degli utenti
CostoInvestimento iniziale più alto in contenuti di qualitàModerato; sfrutta falle economicamente convenientiCosto iniziale basso ma costi elevati di recupero da penalità
Rilevamento da parte dei MotoriNon applicabile; conforme per definizioneSempre più rilevato tramite riconoscimento di schemiAttivamente preso di mira dagli aggiornamenti algoritmici
Visibilità nella Ricerca AIForte credibilità nelle risposte AIPuò comparire nei risultati AI ma con segnali di autorità inferioriProbabilmente escluso o declassato nelle risposte AI

Spiegazione Tecnica: Come Operano le Tattiche Gray Hat SEO

Le tattiche gray hat SEO funzionano identificando e sfruttando i margini tra ciò che i motori di ricerca proibiscono esplicitamente e ciò che possono effettivamente rilevare o penalizzare. L’acquisizione di domini scaduti, ad esempio, sfrutta il fatto che i motori di ricerca trasferiscono parte dell’autorità dai domini scaduti ai nuovi proprietari, anche se questa pratica è in una zona grigia perché può coinvolgere domini con storie di spam. Le Private Blog Networks (PBN) funzionano creando reti di siti apparentemente indipendenti che linkano a un sito principale, sfruttando il principio secondo cui backlink diversificati segnalano autorità, pur restando fuori dalle violazioni esplicite. Il content spinning utilizza strumenti automatici o riscritture manuali per produrre diverse versioni di un contenuto già esistente, eludendo i controlli sul plagio ma generando contenuti di qualità inferiore che possono essere penalizzati per qualità. Il cloaking consiste nel mostrare contenuti diversi ai crawler dei motori rispetto agli utenti reali, tecnicamente non vietato in modo esplicito ma chiaramente contrario allo spirito delle linee guida. L’over-optimization con keyword e backlink spinge i limiti dell’ammissibile, contando sul fatto che i motori usano soglie e non regole assolute. Queste tattiche funzionano perché sfruttano la differenza tra ciò che i motori possono definire come violazione e ciò che sono davvero in grado di rilevare tramite analisi algoritmica. Tuttavia, con il miglioramento di AI e machine learning, i motori diventano sempre più capaci di individuare questi schemi, rendendo le tattiche gray hat via via più rischiose.

Impatto Aziendale e Competitivo della Gray Hat SEO

Dal punto di vista del business, la gray hat SEO rappresenta una proposta di valore allettante ma rischiosa. In settori altamente competitivi—come finanza, sanità, e-commerce e tecnologia—la pressione per posizionarsi rapidamente può rendere le tattiche gray hat appetibili. Le aziende che usano metodi gray hat possono ottenere miglioramenti di ranking più rapidi rispetto ai concorrenti white hat, conquistando quote di mercato e ricavi prima che le strategie etiche maturino. Le ricerche indicano che le tattiche gray hat possono produrre miglioramenti di ranking dal 30 al 50% più rapidi rispetto agli approcci puramente white hat, aspetto importante in mercati a tempistica critica. Tuttavia, questo vantaggio a breve termine comporta costi significativi nel lungo periodo. Quando si verificano penalità—sempre più frequenti con il miglioramento dei sistemi di rilevamento—le aziende affrontano non solo perdite di ranking, ma anche danni reputazionali, perdita di fiducia degli utenti e costi elevati di recupero. Il costo del recupero da penalità spesso supera i guadagni ottenuti tramite tattiche gray hat, rendendo la pratica irrazionale dal punto di vista economico su scala temporale lunga. Inoltre, le tattiche gray hat possono compromettere la credibilità di un brand negli ambienti di ricerca AI come ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews, dove qualità dei contenuti e segnali di autorità sono prioritari. Le aziende che appaiono manipolative rischiano di essere declassate o escluse dalle risposte AI, riducendo la visibilità nei nuovi canali di ricerca. Per le aziende B2B e i servizi professionali, il rischio reputazionale legato alla gray hat SEO è particolarmente critico, poiché clienti e partner si aspettano comportamenti etici.

Considerazioni Specifiche per Piattaforma: Gray Hat SEO nella Ricerca AI

L’emergere dei motori di ricerca generativi AI ha cambiato radicalmente la valutazione delle tattiche gray hat. I motori tradizionali come Google classificano le pagine in base a segnali algoritmici come backlink, qualità dei contenuti e coinvolgimento degli utenti. Le piattaforme di ricerca AI come ChatGPT, Perplexity, Google AI Overviews e Claude valutano invece contenuti in modo diverso—privilegiano accuratezza fattuale, credibilità delle fonti e qualità dei contenuti, rendendo le tattiche gray hat meno efficaci e più facilmente rilevabili. Un dominio che usa PBN o tattiche su domini scaduti può posizionarsi bene nella ricerca Google tradizionale ma apparire meno frequentemente nelle risposte AI, perché i sistemi AI possono individuare schemi di link innaturali e anomalie nei domini. Il content spinning e l’over-optimization sono particolarmente problematici nella ricerca AI, perché queste piattaforme utilizzano modelli linguistici avanzati che possono rilevare frasi riformulate o contenuti artificialmente ottimizzati. Il cloaking è praticamente impossibile negli ambienti AI, poiché i sistemi accedono agli stessi contenuti degli utenti. Questo cambiamento crea una sfida cruciale per le aziende che si affidano alle tattiche gray hat: possono ottenere visibilità nella ricerca tradizionale ma perdere credibilità nella ricerca AI, sempre più importante con la crescita di ChatGPT, Perplexity e altre piattaforme AI. AmICited e strumenti simili aiutano a monitorare come i domini appaiono nelle risposte AI, rivelando se le tattiche gray hat stanno danneggiando la visibilità in questi nuovi canali. L’implicazione è chiara: la gray hat SEO sta diventando sempre meno praticabile con l’aumentare del peso della ricerca AI.

Tattiche Gray Hat SEO Comuni e i loro Meccanismi

  • Acquisto di Domini Scaduti: Acquistare domini scaduti e reindirizzarli al proprio sito per ereditare la loro autorità e storia. Anche se non esplicitamente vietato, sfrutta la fiducia dei motori nei domini consolidati e può ritorcersi contro se il dominio ha una storia di spam.

  • Private Blog Networks (PBN): Creare reti di siti apparentemente indipendenti che linkano al sito principale, sfruttando il principio che backlink diversificati segnalano autorità. Google penalizza attivamente le PBN, rendendole una delle tattiche gray hat più rischiose.

  • Content Spinning: Utilizzare strumenti automatici o riscritture manuali per produrre più versioni di uno stesso contenuto, eludendo il plagio ma generando materiale di qualità inferiore che può essere penalizzato.

  • Cloaking: Mostrare contenuti diversi ai crawler dei motori rispetto agli utenti reali, tecnicamente non esplicitamente vietato ma chiaramente contrario alle linee guida e sempre più facilmente rilevabile.

  • Over-Optimization: Ottimizzare aggressivamente le pagine con keyword, backlink e altri fattori di ranking oltre il naturale, spingendo i limiti di accettabilità dei motori.

  • Titoli Clickbait: Creare titoli sensazionalistici o fuorvianti per aumentare i click, sfruttando la curiosità dell’utente ma rischiando alti bounce rate e penalità sui ranking.

  • Scambi di Backlink: Scambiare link con altri siti per gonfiare artificialmente i profili di backlink, sfruttando il principio che i link reciproci valgono meno dei monodirezionali ma tentano comunque di manipolare il sistema.

  • Registrazione su Directory di Bassa Qualità: Iscriversi a numerose web directory di bassa qualità per ottenere backlink, sfruttando il fatto che alcune directory passano ancora autorità ma associandosi a siti spam.

  • Affidamento a Contenuti Generati da AI: Utilizzare strumenti di AI per generare grandi volumi di contenuti senza revisione o editing umano, sfruttando la velocità dell’AI ma rischiando penalità di qualità man mano che i motori affinano i controlli.

  • Manipolazione della Densità di Keyword: Bilanciare attentamente l’uso delle keyword per massimizzare i segnali di rilevanza senza innescare penalità di over-optimization, sfruttando la zona grigia tra uso naturale e artificiale delle parole chiave.

Valutazione dei Rischi e Meccanismi di Penalizzazione

La gray hat SEO comporta rischi sostanziali e in evoluzione che devono essere valutati attentamente rispetto ai benefici potenziali. Gli aggiornamenti degli algoritmi di Google sono concepiti appositamente per identificare e penalizzare le tattiche gray hat, con update come Penguin (2012), Panda (2011), Core Updates (in corso) e Helpful Content Update (2023) che colpiscono progressivamente diverse categorie di pratiche gray hat. Quando si verificano penalità, queste possono variare da cali di ranking di singole pagine alla deindicizzazione completa di un dominio. Il principio di incertezza è un rischio chiave: tattiche oggi inosservate potrebbero essere penalizzate in futuro con il miglioramento dei sistemi di rilevamento. Una tattica gray hat efficace oggi potrebbe causare una penalità tra sei mesi con un nuovo aggiornamento di Google. Questa incertezza rende la gray hat SEO intrinsecamente instabile come strategia di lungo termine. Inoltre, azioni manuali da parte del team antispam di Google possono portare a sanzioni immediate e gravi se i revisori umani individuano pratiche gray hat. Il rischio reputazionale è altrettanto importante: se concorrenti o utenti scoprono l’uso di tattiche gray hat da parte di un’azienda, la credibilità e la fiducia possono essere compromesse. Negli ambienti di ricerca AI, le tattiche gray hat sono sempre più visibili perché i sistemi AI analizzano qualità dei contenuti, profili di backlink e storia del dominio in modo più diretto rispetto agli algoritmi tradizionali. Le aziende che usano tattiche gray hat rischiano di essere escluse dalle risposte AI o declassate in favore di fonti più credibili. Il costo del recupero da penalità gray hat è elevato, richiedendo spesso mesi di sforzi e investimenti per ricostruire autorità e rimuovere backlink tossici.

Monitoraggio della Gray Hat SEO nell’Era della Ricerca AI

Con la crescente importanza delle piattaforme di ricerca AI come ChatGPT, Perplexity, Google AI Overviews e Claude per la visibilità dei brand, monitorare come le tattiche gray hat influenzano la presenza su questi canali è essenziale. AmICited e piattaforme simili consentono di tracciare come il proprio dominio appare nelle risposte AI, rivelando se le tattiche gray hat stanno danneggiando la credibilità nella ricerca AI. Questo monitoraggio è cruciale perché le tattiche gray hat possono migliorare il ranking tradizionale riducendo però la visibilità nella ricerca AI, creando una falsa percezione di successo. I sistemi AI valutano qualità dei contenuti, credibilità delle fonti e autorità dei domini in modo più diretto rispetto agli algoritmi tradizionali, rendendo le tattiche gray hat meno efficaci e più facilmente rilevabili. Le aziende dovrebbero monitorare vari indicatori chiave: (1) Visibilità nella ricerca AI: con quale frequenza il dominio appare nelle risposte AI rispetto ai concorrenti? (2) Segnali di qualità dei contenuti: le tue pagine sono citate come fonti autorevoli nelle risposte AI? (3) Salute del profilo backlink: i backlink appaiono naturali e diversificati o mostrano schemi tipici delle tattiche gray hat? (4) Storia del dominio: il dominio ha precedenti di spam, penalità o cambi sospetti di proprietà? (5) Metriche di coinvolgimento utenti: gli utenti trovano i tuoi contenuti utili e coinvolgenti o abbandonano rapidamente? Monitorare questi indicatori aiuta a capire se le tattiche gray hat offrono reali vantaggi competitivi o creano rischi nascosti che si manifesteranno come sanzioni.

Prospettive Strategiche: Il Futuro della Gray Hat SEO

Il futuro della gray hat SEO è sempre più incerto man mano che i motori di ricerca diventano più sofisticati e le piattaforme di ricerca AI acquisiscono quote di mercato. Gli algoritmi di machine learning stanno migliorando nell’identificare schemi innaturali in backlink, qualità dei contenuti e comportamento degli utenti, rendendo sempre più difficile l’esecuzione delle tattiche gray hat senza essere scoperti. Le Google AI Overviews e funzionalità AI simili stanno cambiando radicalmente la generazione dei risultati di ricerca, privilegiando qualità e credibilità delle fonti in modi che riducono l’efficacia delle tattiche gray hat. L’ascesa dell’AI generativa nella ricerca implica che le tattiche gray hat dovrebbero funzionare su più piattaforme—motori di ricerca tradizionali, piattaforme AI e nuove interfacce di ricerca—rendendo sempre più difficile mantenere una strategia coerente. Gli esperti prevedono che la gray hat SEO diverrà progressivamente meno praticabile nei prossimi 2-3 anni, con il perfezionamento dei sistemi di rilevamento e la crescente centralità della ricerca AI. Le aziende che hanno fatto affidamento su tattiche gray hat stanno passando alle strategie white hat, riconoscendo che la sostenibilità richiede pratiche etiche. Anche il panorama competitivo sta cambiando: con più aziende orientate alla white hat e con i motori che premiano qualità e credibilità, le tattiche gray hat offrono ritorni decrescenti. Per il monitoraggio del brand e il tracciamento delle citazioni AI, le tattiche gray hat diventano un elemento di rischio più che un vantaggio, riducendo la credibilità nelle risposte AI. L’implicazione strategica è chiara: le aziende dovrebbero privilegiare strategie white hat che costruiscono autorità duratura e credibilità sia nei motori di ricerca tradizionali che in quelli AI. Chi usa ancora tattiche gray hat dovrebbe pianificare la transizione verso approcci white hat prima che intervengano penalità.

Considerazioni Etiche e Consenso di Settore

Il dibattito etico sulla gray hat SEO riflette questioni più ampie di concorrenza, equità e ruolo dei motori di ricerca nell’ecosistema digitale. Gli sostenitori della white hat sostengono che le tattiche gray hat minano l’integrità dei risultati di ricerca e forniscono vantaggi sleali alle aziende disposte a piegare le regole, danneggiando in ultima analisi gli utenti che ricevono risultati di qualità inferiore. I praticanti gray hat ribattono che le loro tattiche sono risposte pragmatiche alla forte concorrenza e che la distinzione tra gray e white hat è spesso arbitraria e soggettiva. I motori di ricerca affermano che le loro linee guida garantiscono qualità e pertinenza, e che le tattiche gray hat che sfruttano le falle sono contrarie allo spirito delle regole anche se non esplicitamente vietate. Il consenso del settore SEO si è spostato gradualmente verso le pratiche white hat, con le principali organizzazioni e opinion leader SEO sempre più favorevoli agli approcci etici. Tuttavia, la realtà è che le tattiche gray hat restano diffuse, con circa il 44% dei webmaster che le utilizza in qualche forma. Questo divario tra standard etici dichiarati e pratiche effettive riflette la pressione competitiva che spinge le aziende a cercare vantaggi immediati. L’ascesa delle piattaforme di ricerca AI probabilmente accelererà lo spostamento verso le pratiche white hat, poiché tali piattaforme rendono le tattiche gray hat meno efficaci e più facilmente rilevabili. Le aziende che privilegiano l’etica e la credibilità a lungo termine sono sempre più posizionate per avere successo sia nella ricerca tradizionale che in quella AI.

Domande frequenti

Qual è la principale differenza tra Gray Hat SEO e Black Hat SEO?

La differenza principale risiede nelle violazioni esplicite delle linee guida. La Black Hat SEO viola direttamente le linee guida dei motori di ricerca tramite tattiche come il keyword stuffing, il testo nascosto e gli schemi di link, mentre la Gray Hat SEO opera in aree ambigue in cui le regole sono poco chiare o applicate in modo incoerente. Le tattiche gray hat potrebbero non essere esplicitamente vietate ma sono eticamente discutibili e comportano un rischio moderato di penalità, mentre le tecniche black hat comportano sanzioni gravi fino alla possibile deindicizzazione.

Vale la pena rischiare la Gray Hat SEO nei settori competitivi?

La Gray Hat SEO può offrire risultati più rapidi e vantaggi competitivi nei settori altamente competitivi, ma la valutazione rischio-beneficio dipende dalla tua tolleranza al rischio e dagli obiettivi a lungo termine. Sebbene le tattiche gray hat possano fornire aumenti di ranking a breve termine, espongono il tuo sito a future penalizzazioni se i motori di ricerca rafforzano gli algoritmi. La maggior parte dei professionisti SEO consiglia di combinare tattiche gray hat attentamente valutate con strategie white hat per una crescita sostenibile, piuttosto che affidarsi esclusivamente ai metodi gray hat.

Come rilevano i motori di ricerca le tattiche Gray Hat SEO?

I motori di ricerca come Google utilizzano algoritmi avanzati di machine learning e revisioni manuali per identificare le tattiche gray hat. Analizzano schemi come profili di backlink innaturali, incoerenze nella qualità dei contenuti, anomalie nella storia del dominio e metriche di coinvolgimento degli utenti. Gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google (Penguin, Panda, Core Updates) mirano specificamente alle pratiche gray hat. Inoltre, i motori di ricerca monitorano tattiche come reti di blog private, sfruttamento di domini scaduti e content spinning tramite riconoscimento di schemi e sistemi di valutazione della qualità.

Le tattiche Gray Hat SEO possono essere monitorate tramite piattaforme di ricerca AI?

Sì, piattaforme di ricerca AI come ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews possono aiutare a individuare tattiche Gray Hat SEO analizzando la qualità dei contenuti, l’autenticità dei backlink e la credibilità dei domini. Strumenti come AmICited monitorano come domini e URL compaiono nelle risposte generate dall’AI, rivelando se le tattiche gray hat stanno influenzando la visibilità del tuo brand nei risultati di ricerca AI. Questo monitoraggio è fondamentale, poiché le pratiche gray hat possono aumentare i ranking tradizionali ma danneggiare la credibilità nei risultati di ricerca guidati dall’intelligenza artificiale.

Qual è la percentuale di webmaster che utilizzano tattiche Gray Hat SEO?

Secondo ricerche di settore, circa il 44% dei webmaster adotta in qualche forma pratiche di Gray Hat SEO, mentre il 24% delle pratiche etichettate come gray hat sono in realtà tecniche white hat applicate in modo creativo. Questa diffusione riflette la pressione competitiva nel settore SEO, ma indica anche una crescente consapevolezza dei rischi. La diffusione delle tattiche gray hat sottolinea l’importanza di comprendere lo spettro etico e prendere decisioni informate sulla strategia SEO.

Come posso passare dalla Gray Hat alla White Hat SEO?

La transizione verso la White Hat SEO consiste nell’auditare la tua attuale strategia per individuare pratiche gray hat, sostituendole sistematicamente con alternative etiche. Concentrati sulla creazione di contenuti originali e di alta qualità che offrano reale valore agli utenti, ottieni backlink naturali tramite guest post e collaborazioni e ottimizza correttamente gli elementi on-page. Rimani aggiornato sulle linee guida dei motori di ricerca e sugli aggiornamenti degli algoritmi e considera di lavorare con professionisti SEO affidabili che privilegiano la sostenibilità a lungo termine rispetto ai guadagni immediati.

Quali sono le tattiche Gray Hat SEO più comuni oggi?

Le tattiche gray hat più diffuse includono l’acquisto di domini scaduti con backlink esistenti, la creazione di reti di blog private (PBN), il content spinning e il riposizionamento dei contenuti, il cloaking (mostrare contenuti diversi ai motori di ricerca e agli utenti), l’over-optimization con parole chiave, titoli clickbait e l’iscrizione in web directory di bassa qualità. Altre tattiche sono lo scambio di backlink, l’utilizzo di falsi profili social per engagement e il ricorso massiccio a contenuti generati dall’AI. Ciascuna comporta livelli di rischio variabili in base all’intensità dell’applicazione e all’evoluzione dei sistemi di rilevamento dei motori di ricerca.

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